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NUOVA PUBBLICAZIONE Si chiamava Favour, aveva 23 anni, e' stata uccisa a Palermo, era nigeriana.  Si chiamava Loveth, aveva 25 anni, e' stata uccisa a Palermo, era nigeriana.  Si chiamava Bose, aveva 28 anni, e' stata uccisa a Palermo, era nigeriana anche  lei.  Si chiamava Tania, aveva 18anni, e' stata uccisa a Perugia, era moldava.  Si chiamava Cristina, aveva 26 anni, e' stata crocefissa a Firenze, era rumena.  Si chiamava Jenni Chen, aveva 26 anni, e' stata uccisa a Milano, era cinese.  Si chiamava Leona, aveva 24 anni, era trans, si e' impiccata alla vigilia dell'uscita  dal Cie, terrorizzata perche' sapeva che la aspettavano per ucciderla, aveva  denunciato i suoi sfruttatori, era brasiliana.  Potrei andare avanti a lungo. Con la mia amica Osas, nigeriana, e con le donne  nigeriane che vivono a Palermo, stiamo cercando nomi e volti di tutte le vittime  della tratta uccise.  Ecco perche' oggi sono qui, perche' oggi, almeno oggi, nessuno dovrebbe parlare  al posto nostro.  Noi vittime della tratta  abbiamo creato l'unica associazione di vittime esistente in  Italia e in Europa per non essere piu' oggetto di interventi, ma soggetto attivo  della nostra liberazione.  Siamo vittime di un FEMMINICIDIO DI STRADA, cosi' lo chiama Laura di cui non si  parla; siamo vittime di MAFIE INTERNAZIONALI; siamo vittime della POVERTA in  paesi come la mia Nigeria nel quale i ricchi sono sempre piu' ricchi e i poveri sono   sempre piu' poveri. Siamo vittime della PROSTITUZIONE che e' la piu' antica  forma di sfruttamento del corpo delle donne, e siamo spesso minorenni.  Siamo SCHIAVE e ci ribelliamo. Credo che in Italia ci sia bisogno di un grande rinnovamento delle dinamiche e  delle politiche antitratta. Nuovi soggetti si affacciano per dire, magari dopo 16  anni di lavoro volontaristico e autofinanziato, che la logica dei bandi e delle  associazioni accreditate e' vecchia: i bandi sono troppo burocratici, le associazioni  sono incapaci di rinnovarsi e si chiudono alla collaborazione con altri soggetti che  non siano quelle del loro passato, ferme a celebrare successi e miracoli.  Mi era parso che il nuovo Piano Antitratta rendesse possibile proprio questo  cambiamento. Poi assisto impotente ai balletti e alle proteste su finanziamenti  che non sono arrivati o non bastano.  No, oggi no, lasciate dire alle vittime della tratta che senza un cambiamento, il  sistema antitratta implodera'.  Ne pagheremo le conseguenze noi vittime della tratta, per prime, per questo non  posso, non oggi, che vogliamo ricordare la sofferenza, il dolore, la morte di tante,  stare zitta.  EMPOVERMENT FEMMINILE CONTRO LA TRATTA DEGLI ESSERI UMANI ROMA 21 NOVEMBRE 2017